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  • 1 Sori
    Sori al tramonto visto dal mare
  • 2 Il centro storico
    La parte più antica del borgo "il caroggio"con in primo piano l'oratorio di S. Erasmo che risale al 1550 circa in cui si svolgono importanti rassegne musicali. La prima domenica di giugno si svolge la Festa del Santo Patrono.
  • 3 Sori by night
    Sori by night... addobbato a festa in occasione dei festeggiamenti per la Madonna di Nostra Signora delle Grazie che si tiene il 15 agosto.
  • 4 Sori dall'alto
    Una parte del centro di Sori vista dall'alto
  • 5 Mareggiata
    Mare in burrasca
baner

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

- Chiesa di Santa Margherita eretta tra il 1711 e il 1714 da Antonio Maria Ricca

- Chiesa di Sant'Apollinare nella frazione omonima del XIII secolo

- Chiesa di San Bartolomeo nella frazione omonima dell'XI secolo

- Chiesa di San Lorenzo nella frazione di Teriasca del XVI secolo

- Chiesa di San Pietro nella frazione di Capreno del XII secolo

- Chiesa di Santa Maria Assunta nella frazione di Canepa del XVI secolo

- Chiesa di Santa Maria Immacolata. La chiesa è situata presso la frazione di Sussisa e la sua edificazione è risalente al 1754 quando fu eretta una cappella intitolata alla Santissima Concezione con tre altari all'interno. Quest'ultimi sono dedicati ai santi Giacomo il Maggiore e Filippo e ai santi Matteo e Ferrando. La chiesa fu eretta in parrocchia autonoma tramite l'apposito decreto del cardinale Tommaso Pio Boggiani del 12 ottobre 1920.

- Oratorio di Santa Maria delle Grazie

- Oratorio di Sant'Erasmo

- Cappella di San Rocco

Architetture civili

Il ponte "napoleonico" ad arco in pietra da taglio è un tracciato della via Aurelia dai primordi del XIX secolo al 1937 (spostamento del tracciato sul viadotto) e dal 1944 al 1948 (distruzione e ricostruzione postbellica del viadotto. Oggi è percorso da via Garibaldi e raccorda la viabilità proveniente dalla ex statale n°1 Aurelia (oggi SP) alla SP 71 del Monte Cornua per le frazioni e la val Fontanabuona.

Originario tracciato della via Aurelia fino alla costruzione del ponte "napoleonico", la Via Sant'Erasmo - nota a Sori come il carruggio - è la strada più antica e meglio conservata del capoluogo, risparmiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. È fiancheggiata da due schiere continue di palazzi alti da quattro a sei piani, che formano un borgo compatto all'occorrenza difendibile contro assalti provenienti dal mare, secondo l'uso tipico degli antichi borghi marinari genovesi. Collega la zona a mare, in prossimità del santuario di N.S. delle Grazie, con la via Aurelia, mediante un ripido tracciato in salita. A circa metà dell'ascesa si apre lato mare la piazzetta di Sant'Erasmo, su cui si affaccia l'omonimo oratorio, oggi utilizzato quale auditorium e sede del locale coro polifonico.

Altra celebre costruzione di Sori è il "mulino delle Fulle" (Leggi...) presso l'omonima località fra l'abitato di Canepa e Sussisa. Dei mulini di un tempo è rimasto l'unico ancora integro, ancora funzionante e attivo in un ambiente perfettamente conservato risalente al XIV secolo.

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Le frazioni

entroterra195L'entroterra di Sori è caratterizzata dalla valle attraversata dal rio omonimo, avente le sorgenti in prossimità di Case Cornua, lungo la strada Apparizione-Uscio. Il torrente alimentò nel passato numerosi molini, frantoi ed un follo (ove si lavoravano i panni), come testimoniano i toponimi e alcuni vecchi opifici, ancora conservati. Ne è esempio il mulino di Fulle, fra l'abitato di Canepa e Sussisa, ancora funzionante ed attivo in un ambiente perfettamente conservato risalente al XIV secolo, vero gioiello di tecnica idraulica. La strada di fondovalle (via Giordani), con le diramazioni per Canepa, Teriasca e Capreno, prosegue poi più ripida per Sussisa. Essa collegava tutti questi abitati con Sori ed il centro aggregato di Lago in posizione epicentrica.

S. APOLLINARE

L'abitato di S.Apollinare e' composto dal nucleo del Serraglio, che ospita una trattoria, e da poche case sparse, tutte in splendida posizione in alto sul mare. La chiesa conserva l'impianto originario romanico. E' famosa la splendida posizione panoramica del sagrato, che consente di ammirare: Punta Chiappa verso il promontorio di Portofino, la vallata di Sori e la costa sottostante a picco sul mare. Genova e' ben visibile a occidente, mentre la vista delle alpi Marittime e della Corsica e' riservata alle giornate più limpide. Poco lontano, si trova la torre di avvistamento (del '500) contro le incursioni dei pirati barbareschi.

La parrocchia:

sapollinarechiesa195E' l'unica chiesa della diocesi di Genova dedicata a S. Apollinare. La chiesa è nominata in un atto del 23 luglio 1195; quella che si dice costruita per voto dal sorese Apollinare Cavassa nel 1200 è probabilmente ampliamento e ricostruzione. La chiesa subì parecchie sistemazioni; nei primi decenni del secolo XIII era parrocchia a se; unita alla plebana di Sori, fu di nuovo staccata alla fine del secolo XIV e perdette cura d'anime. Da un atto notarile del 30 agosto 1310, la chiesa risulta incorporata a quella di S. Margherita di Sori, sotto prete Gaialdo. Tra i cappellani che l'officiarono senza cura d'anime, ebbe dal 3 gennaio 1400 al 26 agosto 1401, quel Simone Fieschi che fu poi vescovo di Caffa in Tauride. Dal 1400 al 1458 la chiesa fu nuovamente unita a Sori. Ne fu nuovamente staccata nel periodo che corre dal 1556 al 1564. Dal 1564 al 1575 pagò al vescovato di Genova l'annuo tributo di una libbra di cera bianca. Mons.Bossio nel 1582 la trovo parrocchia. Fu unita"aeque principaliter" a S. Bartolomeo nel 1966. Il registro dei Battesimi comincia nell'anno 1591.

S. BARTOLOMEO

Il borgo consta di poche sparse case, raggruppate principalmente vicino alla chiesa parrocchiale. L'edificio della Società Operaia, situato in un pregievole bosco di castagni, è ora un ristorante. Nell'antica osteria della frazione, vicino alla chiesa, vi è ora una rinomata trattoria. La frazione comprende anche l'abitato di Rupanego, verso la mulattiera che porta a Capreno. Festa patronale, la 3° domenica di luglio, in onore alla Madonna del Carmine.

La parrocchia:
La chiesa risale al XII secolo, secondo gli esperti di poco anteriore all'edificazione di S.Apollinare. La troviamo infatti nominata nel decreto sulle decime del 1143. Della chiesa primitiva, di stile romanico, rimangono l'abside e la base del campanile con bifore visibili dall'esterno. Internamente, ha tre altari: il maggiore, sacro all'Addolorata, il secondo al lato del vangelo, dedicato a N.S. del Carmine, e il terzo, sacro all'apostolo S.Bartolomeo. E' conservata nella sacrestia un'urna cineraria romana risalente al tempo dell'imperatore Claudio (10-54 d.C.). A fianco alla chiesa sorge l'oratorio (1770), intitolato alla Madonna del Carmine.

CAPRENO

Disposta su una piana a mezza costa e' la frazione più abitata del comune, un tempo collegata da una ripida mulattiera al fondovalle in località Ponte di Capreno. Oggi l'abitato si espande lungo la carrozzabile provinciale, mentre il bel nucleo antico di Castello resta un po' isolato sulla costa di levante. La vita sociale del paese ha i suoi riferimenti fondamentali nella società operaia e nella Chiesa di cui si ha notizie già nel 1143.
La Chiesa attuale costruita nel 1718 intitolata a S.Pietro apostolo e' ricca di affreschi, quadri, marmi e dorature; davanti ad essa, l'ampio piazzale con acciottolato "a risseu" ed il bosco di castagni fanno del centro frazionale un luogo degno di sosta e attrazione. Festa patronale, la 4° domenica di luglio, in onore della Madonna del Soccorso.

La parrocchia:

La prima notizia che si ha della chiesa emerge da un atto del 1143 col quale Siro II, primo arcivescovo di Genova, ordinava le decime delle olive della Pieve di S. Michele di Sori; da essa, infatti, Capreno dipendeva con altre quattro parrocchie.

Non si conosce l'anno preciso di erezione a parrocchia. Di certo si sa che il 7 Novembre 1597, gli abitanti ottennero dall'arcivescovo Matteo Rivarola di procurarsi un parroco proprio. Nel 1603 avvenne la separazione della parrocchia di Capreno con la chiesa di Canepa. Venne il giorno che la vecchia chiesa dovette essere abbandonata; per questo evento sono suggerite tre date diverse: 1711/1718/1727; ma la più sicura è quella del 1718: il 31 maggio 1718 il rettore Giacomo Gazzo trasferiva tutto nell'oratorio per compiervi le funzioni religiose. Si diede così mano alla costruzione di chiesa nuova e più ampia; il 27 giugno 1721 la chiesa rinnovata veniva benedetta dall'arciprete della Pieve di S. Michele di Sori, Carlo Antonio Bertolotto e l'anno successivo (27 maggio) si inaugurava davanti alla chiesa il sagrato, rifinito tutto in pietra con il lavoro degli abitanti. La chiesa fu consacrata con manifestazioni solenni dal Cardinale Siri il 1° giugno 1980. Il registro dei battesimi comincia dal 22 marzo 1588; Come primo rettore si conosce Lanfranco alla data 3 febbraio 1243. Da menzionare, oltre alla ricchezza propria del barocco genovese dell'interno, l'organo. Esso era appartenuto al Teatro Carlo Felice. Possiede molti registri che ne connotano i caratteri concertistici propri dello strumento. Fu acquistato dai fedeli per lire 1500 dalla Duchessa di Galliera, e arrivò nel borgo nel 1859. Attualmente necessita di restauro.

LAGO

Lago195L'abitato di Lago e' stato fino a 50 anni fa un centro commerciale importante, ed ospitava la sede del comune di Canepa, la posta, mulini ed officine. Con la costruzione della strada carrozzabile che raggiunge le frazioni, l'attività economica si e' decentrata, ma resta un importante nucleo sociale che si raduna nella Cappella intitolata alla Madonna di Lourdes, e alla società Operaia che ha sede nei locali dell'ex-municipio.

Festa patronale, la 2° domenica di luglio, in onore a N.S. di Lourdes.

TERIASCA

Teriasca195Il paese, situato in una valle secondaria, pare abbia avuto origine nel '500 quale luogo di rifugio per popolazioni rivierasche esasperate dalle scorrerie e dai saccheggi dei pirati barbareschi.
L'abitato, raccolto attorno alla chiesa di S.Lorenzo, ben visibile dalle pedonali che conducono a Pieve Ligure ed a S.Croce, mantiene l'impianto storico delle case a schiera, tipicamente genovesi.
Leggermente distaccata dal borgo vi e' la Società Operaia, luogo d'incontro e di socializzazione per la frazione.

Festa patronale il 10 agosto (S.Lorenzo) e la terza domenica di settembre (S.V. Addolorata).

La parrocchia:

Gli abitanti di Teriasca e Cortino ottennero dal Cardinale Stefano Durazzo il 27 agosto 1654 facoltà di costruirsi una cappella intitolata ai SS. MM. Lorenzo e Terenziano, sotto la pieve di S. Michele di Sori. La chiesetta fu ultimata sul finire del 1657 con tre altari. L'anno seguente (7 gennaio 1658), dallo stesso Durazzo fu concessa facoltà di celebrazione. L a chiesa subì rinnovamenti nel 1669 e nel 1718.
L'intitolazione a parrocchia avvenne nel 1755 (decreto del 16 maggio, arcivescovo Giuseppe Maria Saporiti), con intitolazione a S.Lorenzo. Il primo parroco fu il sacerdote Andrea Vigne di Traso, che la reggeva come addetto già da sedici anni. Intorno al 1860 la chiesetta fu ingrandita e resa a tre navate: fu completato il campanile che portava tre campane e messo l'orologio.
Con suo lascito, Sebastiano Bozzo fu Antonio il 18 maggio 1752 (notaio Paolo Benedetto Recagno) fondava un beneficio ecclesiastico semplice, perpetuo, detto Abbazia all'altare dell'Addolorata.
Sulla strada per S.Croce, si incontra la cappella intitolata a S.Rocco, costruita per grazia ricevuta dalla comunità nel 1912 a seguito dell'epidemia di colera che colpì Sori.
Cortino
Con la prevalenza di case sparse, rappresenta la zona di espansione della frazione di Teriasca. E' ben esposto sulla costa di levante, ove troviamo una cappella intitolata alla Madonna della Guardia.

CANEPA

Il borgo di Canepa si trova su un crinale che domina la valle di Sori; e' disposto a ovest della chiesa la cui torre medioevale aveva all'origine funzioni difensive e di avvistamento.
La disposizione dell'abitato, raccolto lungo gli assi viari che portano alla sovrastante chiesa parrocchiale, rispecchia l'impianto storico delle case a schiera, tipicamente genovesi.
Canepa ha dato origine a un territorio amministrativo che nel '600 poteva fregiarsi dell'appellativo "Magnifica Comunità di Canepa", e fu infine Comune fino all'annessione con Sori nel 1928.

Festa patronale, la 1° domenica di agosto, in onore di S.Eusebio.

La parrocchia:

La troviamo nominata la prima volta nel registro arcivescovile nel 1143 come cappella "S. Maria de Canava", in occasione del decreto arcivescovile dell'epoca sulla decima dell'olio. E' intitolata a S.Maria Assunta e a S.Eusebio.
In un atto del 1240, troviamo il rettore Adriano, assieme ai suoi omonimi della Pieve di S.Michele di Sori, di Capreno e di S.Bartolomeo, impegnato a dare garanzia per certe spese che l'arcivescovo di Genova doveva fare, a sostegno di una spedizione contro Federico II imperatore in lotta col Papa Gregorio IX.
Non si conosce l'anno preciso di erezione a parrocchia.
Nel 1582 il visitatore apostolico Mons. Bossio la trova già parrocchia aggregata a San Pietro di Capreno; secondo altra fonte, è Capreno aggregata a Canepa. Pare comunque che la chiesa venisse unita a Capreno dopo l'ultimo rettore, il monaco pavese Pietro de Ulmo di S. Colombano di Bobbio, eletto il 6 agosto 1389. Da questa unione Canepa fu staccata il 21 luglio (o il 31) 1603 dal cardinale Orazio Spinola che la rese parrocchia indipendente; nello stesso anno avvenne la consacrazione.
La chiesa fu ingrandita nelle sue forme attuali nel 1725, e subì rimaneggiamenti nel 1882/1883. A conclusione dei lavori, il 20 marzo 1883 il rettore venne dichiarato prevosto.
La parrocchia è' stata oggetto di approfondito studio da parte degli studenti del liceo scientifico di Recco, i cui lavori possono essere ammirati nell'oratorio sottostante. Attualmente l'oratorio, non avendo più funzioni religiose ma sede della locale confraternita, e' divenuto un centro di aggregazione per la frazione.
L'altare in marmo alla Madonna del Soccorso, costruito nel 1825 allungando la chiesa, è frutto di una devozione importata da un sacerdote sorese di ritorno dal Perù .
Nella Chiesa, pregevole e' l'altare maggiore (1746), espressione sobria ed elegante del barocchetto genovese. Ai lati del presbiterio troviamo due pregevoli tele: a destra il "martirio di S.Orsola", dipinto nel 1586 da Bernardo Castello (1557-1629), e a sinistra, "S.Pietro d'Alcantara in estasi davanti alla Croce", opera di Domenico Piola (1628-1703), provenienti rispettivamente dalle distrutte chiese genovesi "di SS.Giacomo e Filippo" e "di S.Maria della Pace".
Nel Territorio della parrocchia c'era l'hospitalis di S. Giacomo di Pozzuolo con chiesetta, datato 1208. Di essi, ancor oggi sono noti e visitati i ruderi medioevali.

LEVA'

Leva195E' uno splendido borgo di mezza costa, costituito da una struttura abitativa rettilinea ben esposta a mezzogiorno con la chiesa settecentesca intitolata alla Provvidenza; la chiesa, l'unica nel territorio sorese a non essere "parrocchiale", è situata all'inizio del percorso pedonale che attraversa il paese.

Sono ancora presenti esempi di antiche costruzioni rurali di notevole fattura che fanno di questo paesino motivo d'ammirazione e di studio.

SUSSISA

La frazione conserva ancora tracce della sua origine rurale che emergono dai tanti piccoli agglomerati talvolta anche piuttosto lontani tra loro.

Poli di aggregazione sono la chiesa eretta nel 1750 ed intitolata a S.Matteo e la società Operaia e Contadina che e' ancora centro di ritrovo. Nella società ha sede anche la Banda Musicale di Sussisa, complesso Musicale presente nelle sagre delle frazioni.
La frazione e' attraversata dalla provinciale del monte Cornua in località Nunciano ove si trovano la chiesa e la società. Più in alto, dove dalla provinciale parte la strada per Levà, c'e l'abitato di Cretti. Altri abitati sono: Massiglione, Nosiglia, Castagne di Nosiglia, Camporotondo, Castagnola, Porcile.
Festa patronale, S.Matteo, festeggiato la 1° domenica di luglio.

La parrocchia:

In località Sussisa o Socisa o Monterotondo verso il 1754 venne retta una capella intitolata alla SS. Concezione con tre altari: il maggiore fu intitolato ai Santi Giacomo e Filippo; gli altri furono intitolati ai Santi Matteo e Ferrando ed all'Immacolata Concezione. Ciò a significare della oramai crescente necessità della popolazione di un centro di aggregazione religiosa. Pare che il sito della cappella fu scelto in modo che fosse equidistante da tutti gli abitati circostanti.
La chiesa fu eretta in parrocchia autonoma il 12 ottobre 1920 con decreto del cardinale T.P.Boggiani.

Il paese

sori195

Sori (Söi in lingua ligure), comune italiano di 4.351 abitanti della provincia di Genova in Liguria, è un antico borgo marinaro che si trova nel Golfo Paradiso (Riviera di Levante). E' una cittadina molto semplice che sorge in un insenatura riparata dal golfo, seminascosta dalla statale Aurelia, le cui bellezze vanno oltre la spiaggia e la scogliera.

Il suo pregio principale è quello di essere una località a misura d' uomo, dove tutti, possono trovare la dimensione ideale per una vacanza o per una semplice gita di un giorno.

Geografia


Il borgo di Sori si affaccia sul mare del Golfo Paradiso della Riviera di Levante, e il territorio comunale si protende nell'entroterra lungo la valle dell'omonimo torrente fino a raggiungere lo spartiacque con l'alta val Fontanabuona raggiungendo la frazione di Pànnesi nel comune di Lumarzo.

Il territorio comunale ha fatto parte della Comunità Montana Fontanabuona fino al 1° gennaio 2009 quando con legge regionale n° 24 del 4 luglio 2008 il territorio sorese non è stato confluito nella nuova Comunità Montana Genova 3 a seguito del riordino delle comunità montane. Il territorio comunale, formato dall'unione dell'antico comune di Sori, a cui venne scorporato l'attuale comune di Pieve Ligure, col soppresso comune di Canepa, comprende otto frazioni e numerose località minori.

Il territorio comunale è esclusivamente montuoso, e raggiunge gli 894 metri con il monte Becco, allo spartiacque con la val Fontanabuona. Le pendici sono, fino a circa 400 m di altitudine, sistemate a terrazze all'uso genovese detto delle fasce.

La vegetazione varia progressivamente con l'altitudine dalla macchia mediterranea (in larga misura dominata dalla coltivazione dell'olivo) ai più resistenti boschi di castagni, faggi e querce, per diradarsi attorno ai 700 metri lasciando il posto a terreni prativi. La costa è quasi esclusivamente rocciosa, con scogliere alte fino a trenta metri; fa eccezione la spiaggia del capoluogo, formata da terreno sabbioso/ghiaioso.

Storia

L'origine di Sori è assai incerta : alcuni ne hanno ipotizzato l'origine greca. È infatti probabile che una popolazione del centro della Grecia l'abbia fondata intorno al VII secolo a.C.: la popolazione si era insediata nella zona e aveva fondato altri paesi in Liguria tra cui Marsiglia, ora in territorio francese.

Quasi certamente il piccolo paese con il suo porticciolo fu utilizzato anche dai romani anche se non ve ne sono testimonianze. Le prime documentazioni la riportano come territorio sotto la giurisdizione dei vescovi di Milano e nel 1190 parte integrante della Repubblica di Genova. Nei secoli successivi il paese si arricchì, ma come molti paesi della Liguria incontrò i pirati Saraceni nel XVI secolo. Il 1º luglio del 1548 il paese fu completamente saccheggiato, distrutto ed incendiato e 134 persone furono rapite. Il paese non poté resistere alla furia di 1500 pirati. Nel 1754 il paese fu occupato dalle truppe austriache e intorno al 1800 le montagne sovrastanti furono teatro di cruente battaglie tra gli austriaci e l'esercito di Napoleone Bonaparte. Nel 1815 verrà inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilirà il Congresso di Vienna del 1814 anche per gli altri comuni della Repubblica Ligure ed è in questo periodo che Sori vide un'ulteriore rinascita.

soristazione195Tra il 1816 e il 1818 venne realizzata l'attuale via Aurelia e nel 1870 la ferrovia permise il collegamento di Genova con Roma. All'inizio del 1900 vennero costruiti l'asilo, la scuola elementare e media e l'acquedotto. Oggi il paese non ha più l'importanza e la valenza turistica di una volta, ma cerca di conservare la tranquillità e il fascino offrendo a chi lo vive e frequenta, un modo di vivere ancora a misura d'uomo.

Economia

Il settore agricolo dell'economia sorese, un tempo vitale per la popolazione della vallata (olivicoltura, cereali, allevamento e pascolo, selvicoltura), è oggi largamente ridotto essendo venuta meno la necessità della sussistenza. Realtà produttive del primo settore rimangono alcune aziende florovivaistiche, in particolare per coltura del basilico e delle piante ornamentali, ed una produzione di nicchia di olio di oliva.

Il settore industriale (fino agli anni Sessanta del XX secolo notevolmente sviluppato e dominato dalle numerose fonderie) ha subito, in conseguenza dell'avvento della viabilità autostradale, un notevole declino per il trasferimento di parecchie aziende in luoghi dalla migliore accessibilità e dalla maggiore disponibilità di spazi a costi inferiori. Oggi operano nella zona industriale di Sori (l'immediato entroterra lungo la SP 71 che dal centro cittadino conduce alle frazioni) alcune fonderie di ottoni marini, due pastifici operanti nel ramo della pasta fresca (in particolare trofie) e numerose piccole imprese che producono articoli specialistici (in particolare per la nautica).

Nel settore terziario il turismo balneare ha la posizione principale, essendo Sori una meta ambita dai villeggianti provenienti dalla Lombardia e dal Piemonte (notevole presenza di seconde case), ma anche dai bagnanti giornalieri per la vicinanza con Genova. Operano cinque stabilimenti balneari stagionali.

La ricettività turistica consta di diversi bed-and-breakfast e molti ristoranti distribuiti fra capoluogo e frazioni.

La popolazione stabilmente residente trova impiego per lo più a Genova e nelle zone produttive limitrofe. Notevole è il fenomeno del pendolarismo giornaliero e settimanale.

 

Parte dei testi sono tratti dall'Enciclopedia Libera Wikipedia

 

Estate 2022

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